Dopo quasi una settimana ho trovato un po’ di tempo per cimentarmi nella catena assegnatami da Dyo, ed eccomi qui.
Questo è, innanzitutto, il regolamento:
1) Scrivere il nome di almeno cinque poeti di ogni tempo e luogo dei quali si è innamorati.
2) Citare alcuni versi significativi di almeno uno dei poeti elencati.
3) In aggiunta o in alternativa al punto 2 citare almeno un PROPRIO componimento poetico, o anche soltanto alcuni versi di esso.
4) Per i veri patiti dell’arte poetica, sarebbe gradito un componimento, anche brevissimo, appositamente creato e pubblicato.
5) Infine incatenare altri bloggers raccomandando il rispetto di queste semplici regole.
Let’s start:
Charles Baudelaire, L’albatro
Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
qui suivent, indolents compagnons de voyage,
le navire glissant sur les gouffres amers.
A peine les ont-ils déposés sur les planches,
que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
comme des avirons traîner à côté d’eux.
Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!
Le Poëte est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
exilé sur le sol au milieu des huées,
ses ailes de géant l’empêchent de marcher.
………………………………………
Spesso, per dilettarsi, gli uomini della ciurma
catturano gli albatros, grandi uccelli marini
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli amari flutti .
Appena deposti sulle assi della tolda
questi re dell’azzurro, maldestri e vergognosi
lasciano pietosamente le .grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a sè.
Quant’è’è goffo e fiacco questo viaggiatore alato!
Lui, prima così bello, quant’è comico e brutto!
Uno tormenta il suo becco con un mozzicone acceso,
l’altro mima, zoppicando, l’infermo che volava.
Il Poeta assomiglia al principe delle nubi
che sfida la tempesta e sbeffeggia l’arciere;
esiliato al suolo in mezzo al baccano
le sue ali di gigante gli impediscono il cammino.
Eugenio Montale, Ho sceso dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Wyslawa Symborska, Ringraziamento
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” -
direbbe l’amore
su questa questione aperta.
Samuel Beckett, Waiting for Godot, Act I
ESTRAGON:
(coldly.) There are times when I wonder if it wouldn’t be better for us to part.
VLADIMIR:
You wouldn’t go far.
ESTRAGON:
That would be too bad, really too bad. (Pause.) Wouldn’t it, Didi, be really too bad? (Pause.) When you think of the beauty of the way. (Pause.) And the goodness of the wayfarers. (Pause. Wheedling.) Wouldn’t it, Didi?
[...]
ESTRAGON:
What do we do now?
VLADIMIR:
I don’t know.
ESTRAGON:
Let’s go.
VLADIMIR:
We can’t.
ESTRAGON:
Why not?
VLADIMIR:
We’re waiting for Godot.
[N.d.V.: Non ha senso tradurre Beckett, è perfetto così ed in italiano non renderebbe affatto.]
Giuseppe Ungaretti, I fiumi
Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato
L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua
Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole
Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo
Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia
Ma quelle occulte
Mani
Che m’intridono
Mi regalano
La rara
Felicità
Ho ripassato
Le epoche
Della mia vita
Questi sono
I miei fiumi
Questo è il Serchio
Al quale hanno attinto
Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola
E mio padre e mia madre.
Questo è il Nilo
Che mi ha visto
Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure
Questa è la Senna
E in quel suo torbido
Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto
Questi sono i miei fiumi
Contati nell’Isonzo
Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno
Mi traspare
Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre.
Ed ora, per il piacere di fare una pessima figura, un mio tentativo improvvisato:
Tentativi vani
Di ricucire una tela
Mai iniziata
Tentativi vani
Di riempire di gocce
Un mare svuotato
Urla silenziose
Squarciano
Il muro del suono
In un surreale scontro
Tra ciò che è
E ciò che sembra.
Stavolta, però, non incateno nessuno e ringrazio Dyo per questa catena intrigante.

2 comments
Comments feed for this article
Luglio 8, 2008 a 3:46 am
Dyo
Te la sei cavata alla grande, e non avevo dubbi.
Bella e condivisibile la poesia della Symborska, un’autrice che ho scoperto da poco.
Brava anche tu, senza tema di figuracce.
Luglio 10, 2008 a 2:08 am
alianorah
Catena ben svolta.