C’è che alla fine ho i miei bei 12-13 anni anch’io, ogni tanto.

C’è che mi prende quell’inesprimibile bisogno di attenzione, quasi a voler soddisfare tutto quello che non è stato soddisfatto. [Quasi?]

C’è che vedo arrivare un’amica con cui, in fin dei conti, potrei essere profondamente incazzata. mi dico “Fa’ la persona matura, evita di farle capire cosa pensi”…e mi esce un saluto da funerale. Anzi, da “ragazza acidella”, come diceva quella canzone del V ginnasio: “Ciao, eh”. Della serie: “Grandissima stronza, che fine hai fatto?Già è tanto se ti rivolgo la parola”. Alchè cerco di moderare i toni, riformulo il concetto: “Ehi, amore”. Ma si sa, vale la prima.

C’è che il battito del cuore che mi accelera vedendo la prof di latino del liceo, mica è normale. Non adesso, che è passato un anno intero. Non adesso, che punto di riferimento non so più neanche cosa significhi.

C’è che sento mio padre fare le telefonate per i controlli dei pacemaker, e per ben tre volte gli sento dire: “Ah, mi scusi, mi dispiace”. Mica li aggiornano, gli elenchi dei pazienti, e non è tanto strano che su una quarantina di impiantati, in 6 mesi o poco più, 3 siano morti. E, a dirla tutta, ci siamo anche messe a ridere io e la Bambi, più che altro perchè conosciamo il soggetto in questione e sappiamo quanto si è imbarazzato durante quelle tre telefonate, chiaramente aiutato da mia madre: “E certo che hai fatto tre figure di merda”. Chicche della vita coniugale, che grazie a non so più chi domani si trasferisce per qualche giorno in quel di Lampedusa. Anzi, grazie alla convenzione tra il 118 e l’ospedale dove lavora il soggetto di cui sopra.

Ah, dimenticavo: dovrei ricordarmi di dire alla cara E che riavvicinarci proprio adesso che sto per scomparire all’orizzonte non le farà bene, considerato che già piange all’idea di sapermi lontana. E’ che io ho le mie carenze affettive e lei a suo modo fa quel che può. Fortuna che ride all’idea di dove sarò, “Tu, dalle suore??Sono quasi contenta che vai a Milano!”. Ahah, che risate. Io, dalle suore. Io, che ieri guardavo i bambini tutti contenti in fila per la confessione e celavo il disappunto, per poi andare a chiedere ad un’amica: “Da dove gli verrà mai, ’sta gran voglia di confessarsi?”. Sapessero, poveri angeli, a chi stavano andando a confessare i loro piccoli peccati.

And so, tutto il mondo è paese, anche giugno mi è scappato di mano e il 5 settembre sarà altrove. C’est la vie, c’est la guerre, come dicevamo un tempo.