Riflettevo nella doccia sulle possibili alternative future.
A furia di riflettere, ho capito che probabilmente la via per la sopravvivenza è il compromesso, almeno per i prossimi tre mesi.
Compromesso significa pensare il meno possibile, ricordare il meno possibile, lasciare poco spazio all’introspezione superflua, all’analisi di cause e conseguenze. Meglio non ricordare perché è andata così. Meglio di no.
La nuova prospettiva dev’essere l’oggi, il presente in funzione di ottobre, di tutto quello che sarà.
Il mio cervello ed il mio tempo saranno occupati fino al 23 luglio con i bambini, da lì in poi so solo di un concerto il 26 e di un viaggio-ripiegomamegliocheniente dal 6 al 13 agosto.
In questi programmi devo inserire almeno 2 giorni a Milano e due a Padova, per vedere, capire, scegliere e porre le basi.
Chiaramente, ci sono momenti in cui la paura mi prende allo stomaco e mi fa venir voglia di restare rintanata sotto le coperte ad libitum, ma sono fisiologici e l’ennesimo aim di questi mesi è imparare a conviverci il più serenamente possibile.
Said so, buonanotte.
Tags: riflessioni, aims

3 comments
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Giugno 2, 2008 a 2:40 am
alianorah
In un telefilm ho sentito la seguente battuta: chi vive con un piede nel passato e uno nel futuro, rischia di ca***re sul presente. Vivi l’attimo, Violet, que sera sera.
Giugno 2, 2008 a 11:16 am
Dyo
Eh, compromesso, quindi, vuol dire “lobotomia”. Per me, volevo dire. Che, come ha scritto Alia, a furia di tenere i piedi al posto sbagliato ho cagato (era questa la parola?) su tutta la mia vita.
Ergo non farlo anche tu.
Vai avanti come un treno: costruisci meticolosamente, ma senza ansia, il tuo futuro.
Un bacio grande.
Giugno 2, 2008 a 6:08 pm
Baol
Vivi alla giornata allora, magari fa meno paura