Qualche minuto fa stavo studiando Psicologia Sociale seduta nella mia stanza. E’ arrivata mia madre, ed è stata circa un minuto e mezzo in piedi accanto a me…senza che nessuna delle due dicesse niente. Poi, ha farfugliato qualcosa sul fatto che anche lei utilizza quello che stavo studiando con i suoi pazienti, e ha detto che è strano vedermi studiare quello che ha studiato lei.

Dopo è andata da mia sorella, a dirle che si sente scombussolata per la nuova situazione lavorativa (perchè non la vede più “vittima” di nessuno, aggiungerei, e quindi deve trovare nuovi motivi per lamentarsi).

Avrei potuto dire qualsiasi cosa, chiederle come sta. Non ho voluto. Ho contato mentalmente i secondi, continuando a scrivere, sperando che se ne andasse quando era accanto a me.

Mi rendo conto di saper erigere cortine d’acciaio tra di noi. Sarò stronza, egoista, cattiva. Non voglio, non so, non posso esserci, non per lei. E mi manca il fiato.