In un certo senso questo blog ha un suo perchè. Sarà che è stato nell’incubatrice per mesi, e solo ora sta venendo fuori per caso, giusto perchè mi serviva l’account wordpress per commentare alcuni post di un’amica, e automaticamente rimane il link.
Ascolto i Radiohead, residuo vestigiale della recente lettura di Caos Calmo. Che dire stasera? Domenica per fortuna archiviata, ma il cuore archivia mai davvero?
Non il mio. Con fastidio noto che le sensazioni cambiano visibilmente a distanza di poche ore, quello che stamattina non mi ha colpita affatto adesso mi destabilizza, addirittura forse mi ferisce.
E mi dispiace che certe altre cose mi lascino indifferente…una delle mie migliori amiche si lascia con il suo grande amore, soffre, mi piange al telefono, faccio il possibile per consolarla…ma l’empatia dov’è finita? L’empatia di cui mi gloriavo tanto nella mia testa, è scomparsa? Archiviata, quindi? Don’t know it now. Know it could be kind of a problem, to me.
Se comincio a lasciare post sconnessi anche qui, mi fermerò, promesso. Il bello del blog, tra le altre cose, spesso sta nell’iniziare a scrivere per la pura voglia di farlo, arrivando poi a scoprire parti di sè che non credevamo esistessero.
Intanto, diamo un senso al post: sto leggendo un libro, brevissimo, “Diario di un dolore”, di C. S. Lewis. Che dirne?
Un uomo che elabora un lutto, la morte della moglie. Lo stupore di quest’uomo nello scoprire le proprie reazioni di fronte alla morte, a se stesso, agli altri. Difficilmente credo se ne possa parlare meglio, è perfetto, riesce a farti percepire il suo dolore come se fosse tuo.
Come amo fare, riporto una frase che mi ha colpito:
<<Tra me e il mondo c’è una sorta di coltre invisibile>>.
E ancora:
<< Ci stavamo incamminando su strade diverse. Questa fredda verità, questa terribile regolamentazione del traffico (“Lei a destra, signora…Lei, signore, a sinistra”), non è che l’inizio di quella separazione che è la morte stessa.>>
E per stasera va bene così, anche se sono insoddisfatta.
P.S. Il titolo, oltre ad essere una tremenda verità, è dovuto solo ai Radiohead, ed è fuori luogo rispetto al post.

2 comments
Comments feed for this article
Maggio 7, 2008 a 12:07 pm
Baol
Probabilmente l’insoddisfazione è una cosa che ci porteremo vicino e con cui dovremo imparare ad avere a che fare; quanto all’empatia, beh, a volte è normale che si rintani dentro di noi e si rivolga solo a noi stessi
Maggio 8, 2008 a 1:11 am
alianorah
Anche a me a volte viene a mancare l’empatia. Però per fortuna riesco a recuperarla, perché a volte le parole non sentite vengono percepite come tali e non si riesce ad essere di aiuto a nessuno.