VioletT9 parlando con un’Amica si è trovata a riflettere sul proprio padre. Ripercorrendo i ricordi della sua infanzia, ha ripensato al modo in cui lui le ha cresciute. Direbbe la stessa Amica, “esemplifico”:

Da sempre, in momenti assolutamente casuali, il padre di VioletT9 e Bambi recitava davanti a loro un pezzo dell’Amleto, questo in particolare: “Essere o non essere; questo è il problema: se sia più nobile soffrire nell’animo gli strali e i proietti di un’oltraggiosa fortuna, o prender le armi contro un mare di guai, e contrastandoli porvi fine?” Naturalmente, VioletT9 e Bambi conoscono a memoria questo brano da quando avevano più o meno 10 anni.

Quando VioletT9 era piccolissima ed andavano insieme al supermercato dietro casa, o semplicemente scendevano a prendere la macchina in garage, lui la metteva a cavalcioni sulle spalle, e lei era felice.

Sempre da piccola, lui la prendeva per i piedi, tenendola dalle caviglie, e la faceva stare chissà perchè a testa in giù dicendo “Achille, Achille!“. Solo oggi VioletT9 ha ricollegato la storia di Achille a questa chicca della sua infanzia.

Lui canta sempre “Voglio ridere, quando piangerai“, “La valigia blu non l’ho certo dimenticata, la porto via con me”, “Ora è già tardi, ma è presto se tu te ne vai”, mentre lava i piatti in cucina.

VioletT9 e suo padre hanno una canzone, Se telefonando di Mina. Quante risate si sono fatti, su questa canzone.

Cos’altro? L’unica favola che VioletT9 ricorda, e questo risultava interessantissimo all’expsicologo-quello da denuncia, è quella del bambino che ogni notte chiama aiuto gridando “Al lupo!”, senza che effettivamente ci sia il lupo. Ogni giorno accorrono ad aiutarlo, finchè quando davvero arriva il lupo e lui chiama aiuto, non arriva nessuno. A ripensarci, bei traumi avrà causato questa favola.

Da sempre, malattia significa stare con suo padre, per VioletT9. E’ l’unico che tollera la sua logorrea da influenza, è quello con cui giocava a carte in cucina di notte alle elementari se aveva la febbre, è quello con cui adesso parla seriamente in cucina di notte quando sta male. 

E’ quello che manda sms con scritto soltanto “Ciao gioia“, quello che le fa aprire le email e leggere i messaggi, ma per natura si innervosisce se gli si chiede “dove sei?”.

E’ quello che per comunicarle la morte di una persona per lei importantissima, le ha detto al telefono 4 anni fa: “Letizia ha fatto quello che doveva fare”.

E’ quello che si dispera vedendo quando VioletT9 non si piaccia, è quello che a cena ha chiesto a VioletT9 ed a sua sorella: “Avete mai incontrato qualcuno con cui, secondo voi, valesse la pena stare? Se sì, gliel’avete detto?”.

E’ quello che, quando sa di essere citato su uno dei blog di VioletT9, fa la faccia strana e dice: “Ma proprio di me, devi parlare?Non hai altri argomenti?”.

E’ ovviamente lo stesso che si innervosisce per le piccolezze più banali, che sa fare solo una cosa alla volta ed anche lentamente, che odia la musica in macchina perchè non riesce a parlare, che si intimidisce nell’abbracciare le figlie perchè “state crescendo”.

E’ quello che “Dimmi che devo fare con tua sorella, che dobbiamo fare?”

E’ quello che due anni fa, dopo un disastroso viaggio familiare a Parigi, ha preso un atlante del cielo ed ha posizionato le stelle fosforescenti sul soffitto seguendo le costellazioni. Poi, ha messo una stella grande ed una piccola su entrambi i lati della stanza, esattamente sopra i cuscini delle figlie, così che sia VioletT9 che sua sorella potessero vederlo accanto a loro ogni notte, prima di dormire.

E’ quello che si addormenta praticamente ai semafori, che ha scelto la macchina principalmente pensando a cosa avrebbe soddisfatto di più la moglie, che lascia le torte pronte a VioletT9 ed a sua sorella quando va di guardia in ospedale la domenica.

E’ quello che fa sentire VioletT9 fortunata, anche se sembra che non lo ricordi mai. E’ il 50% di cui è bello parlare. E VioletT9 sa perfettamente che non è una ricchezza da sottovalutare, e che ha ragione Bambi a scoppiare a piangere pensando a cosa sarà.